Oltre il piercing - Le ultime frontiere della trasgressione
Piercing, dall'inglese "to pierce", forare, č divenuto sinonimo di anelli, palline e orecchini applicati alle pių disparate parti del corpo umano. Se fino a qualche anno fa due orecchini su uno stesso orecchio potevano sembrare una cosa ardita, oggi ci si č abituati ad anellini e barrette conficcati in labbra, sopracciglia, setto nasale e guance. Una moda quella del piercing che ha dietro una profonda e antica filosofia. Il piercing si č diffuso dalle pratiche delle tribų orientali passando, in un primo tempo, attraverso le sub culture sadomaso e punk. Ora basta andare fuori da un liceo per vedere migliaia di ragazzini di buona famiglia completamente traforati dalla testa ai piedi.
Visto che ormai il tatuaggio non scandalizza pių nessuno e l'anello all'ombelico č una pratica da educande, chi oggi vuole essere trasgressivo deve andare oltre. Cominciano a diffondersi pratiche estreme di modificazione permanente e dolorosa del corpo molto vicine alle performance della Body Art.
Il branding si ottiene segnando la pelle con un marchio a fuoco una sorta di timbro metallico arroventato che lascia segni indelebili. O peggio lo scaring, tagli praticati sulla pelle di cui si impedisce il normale processo di guarigione per ottenere cicatrici pių dilatate dove inserire eventualmente piccoli oggetti di metallo.
(APS)
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