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Basilicata

I Sassi di Matera
Fonte immagine: Wikipedia [Di Tango7174 - Opera propria, GFDL, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=14943806]

La Basilicata, detta anche Lucania, è una regione dell'Italia meridionale con capoluogo Potenza. Al fianco dei centri urbani più grandi, Potenza e Matera, compaiono anche le cittadine di Melfi, Pisticci e Policoro.

Geografia e confini

Il territorio lucano può essere sezionato in tre porzioni: le aree montuosa e collinare sono prevalenti, quella pianeggiante è nettamente minore, occupata quasi interamente dalla piana di Metaponto, nella parte meridionale della regione che affaccia sulla costa ionica. I confini sono così scanditi: la Puglia a nord e a est, la Campania a ovest, la Calabria a sud , il mar Tirreno a sud-ovest e il mar Ionio a sud-est. Oltre ai monti, le colline e la piana di Metaponto, la Basilicata si presenta molto variegata anche dal punto di vista delle coltivazioni, delle aree boschive e dei fiumi con un panorama faunistico e floristico davvero sorprendente: gli altopiani seminati a grano, i boschi e le viti della zona Vulture-Melfese; i boschi e le montagne che ricadono nel territorio delimitato da Potenza e dalle Dolomiti lucane; il Pollino nei suoi 2.000 metri; il fiume Agri nella Val d'Agri; i calanchi e il Metapontino.

Un po' di storia

Come già anticipato, la Basilicata è detta anche Lucania, una denominazione che è stata in uso dal 1932 al 1947 sebbene l'area regionale avesse confini lievemente differenti da quelli attuali. Esistono varie ipotesi sull'origine del termine Lucania: in alcuni casi è ricondotto alla popolazione dei Lucani che avrebbero a loro volta tratto il loro nome dall'eroe Lucus; in altri casi si pensa derivi dal greco leukos ("biancore"), termine affine al latino lux ("luce"); ma sono stati collegati anche altri termini come il latino lucus ("bosco sacro") e il greco lykos ("lupo"); un'altra tesi ancora è quella che farebbe derivare il nome dalla popolazione di origine anatolica dei Lyki. Secondo una leggenda che assume i toni di una fiaba, si racconta che il nome Lucania deriverebbe da un popolo diretto verso Sud che, giunto nella terra dove si vedeva sorgere il sole, la denominò "Terra della Luce". Il toponimo Basilicata, invece, fu usato per la prima volta nel X secolo: dal greco basilikos indicava il "funzionario del re" ma, secondo una tesi più accreditata, il nome deriverebbe dalla Basilica di Acerenza, il cui vescovo aveva la giurisdizione sull'intero territorio. La regione Basilicata è nota anche per i suoi patrimoni UNESCO: i Sassi di Matera, il Parco Nazionale del Pollino.

Tradizioni enogastronomiche

Le barriere geografiche presenti tra i piccoli paesi della Basilicata hanno influito non poco anche sulla cucina e le tradizioni alimentari, in che modo? Ciascun piccolo borgo ha sviluppato la necessità di bastarsi da sé e incentrare la cucina sulle produzioni locali e sulle tecniche messe a punto in loco. Per questo, le ricette lucane assumono connotazioni differenti e sono realizzate con materie prime differenti.

Un elemento comune è senz'altro rintracciabile nell'uso di carni bianche, carni di agnello, uova, spezie locali come il peperoncino piccante e tutta una serie di verdure coltivate o, molto spesso, spontanee. Ecco qualche specialità: gli gnummarieddi, ossia involtini di interiora di animale; la strazzata, una varietà di focaccia fatta con pepe e origano; l'acquasale, un piatto povero realizzato con pane raffermo, olio, uova, peperoni cruschi (croccanti) o salame; il sanguinaccio dolce, crema fatta con sangue di maiale con l'aggiunta di ingredienti come vaniglia e cacao amaro; il baccalà con peperoni cruschi; la ciaudedda, stufato di carciofi, fave fresche, patate e pancetta; la soppressata e il salame pezzente, riconosciuti prodotti agroalimentari tradizionali e la famosa lucanica, un tipo di salsiccia che prende il nome dalla Lucania; le fave bianche con le cicorie, ricetta diffusa soprattutta nell'area materana. Uno degli ingredienti tipici della cucina lucana è il rafano, usato soprattutto in Val d'Agri e nei comuni della montagna materana. Si tratta di una radice che può essere impiegata in vari modi: per mantecare la pasta fatta in casa o come ingrediente della rafanata, una frittata preparata il rafano. Sono riconosciuti come marchio IGP i Peperoni di Senise, tra i vini l'Aglianico del Vulture è un prodotto DOC.



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