sabbia e spiagge nel Salento a perdita d'occhio su cui camminare a piedi nudi, affondarli in granelli minuscoli e morbidissimi, o rinfrescarli proprio lì dove i piccoli ripieghi di onda si infrangono, per poi ritirarsi.
Che si opti per il versante adriatico, o per lo ionico, il Salento avrà sempre in serbo per voi un angolo di spiaggia in cui sedere e abbandonare ogni pensiero, luoghi in cui socchiudere, almeno per un pochino, la porta sul resto del mondo, per impregnarsi quasi fossimo spugne di bellezza e l'incanto che solo cornici che inquadrano sfondi marinari sanno dare. Troverete luoghi in cui aleggiano silenzio e natura prepotente e lussureggiante, sabbia e spiagge nel Salento in cui l'uomo ha punteggiato l'arenile di ombrelloni, sdraio, lettini, per renderle più confortevoli in caso di lunghe giornate al sole, ma anche angoli nascosti ai più, di quelli che bisogna armarsi di pazienza e volontà per scoprirli.
Solo sabbia, solo mare con un'acqua che sembra di vetro, immobile nei giorni in cui non spira neanche un alito di vento, così trasparente da permettere di pescare a mani nude, intercettando esattamente le piccole ed eventuali prede, ma anche conchiglie, sassi levigati, alghe impegnate in balletti eterni, sparse sott'acqua come riccioli sulle spalle.
Premete play, quindi. Lasciatevi trasportare sino alla fine.
Poi ricominciate, se vi va, ci sono immagini che, credeteci, non possono stancare gli occhi.
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sabbia e spiagge nel Salento a perdita d'occhio su cui camminare a piedi nudi, affondarli in granelli minuscoli e morbidissimi, o rinfrescarli proprio lì dove i piccoli ripieghi di onda si infrangono, per poi ritirarsi.
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Solo sabbia, solo mare con un'acqua che sembra di vetro, immobile nei giorni in cui non spira neanche un alito di vento, così trasparente da permettere di pescare a mani nude, intercettando esattamente le piccole ed eventuali prede, ma anche conchiglie, sassi levigati, alghe impegnate in balletti eterni, sparse sott'acqua come riccioli sulle spalle.
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sabbia e spiagge nel Salento a perdita d'occhio su cui camminare a piedi nudi, affondarli in granelli minuscoli e morbidissimi, o rinfrescarli proprio lì dove i piccoli ripieghi di onda si infrangono, per poi ritirarsi.
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