5 cose del Salento autentico 



Di cartoline dal Salento ne vedrete di bellissime, cartonate e dal vivo. Ma oggi vi parleremo di un progetto fotografico intitolato “Salento Death Valley” e firmato da Gabriele Albergo che, con la sua fotocamera, scova  frammenti, momenti, andamenti lenti, a tratti flemmatici, di una terra affascinante e verace, spiccatamente narrativa anche nei suoi lati più oscuri o occulti. 


Prima di tutto vi riportiamo il link alla sua pagina Instagram e questo, sia ben chiaro, non è un invito ad abbandonare la lettura del nostro articolo, ma l’idea che leggendo vi assalga la curiosità di avere un accompagnamento visuale. 
Le istantanee di Gabriele Albergo secondo noi sono opere d’arte e di genio, noir a volte, ma pur sempre geniali.


Abbiamo tracciato la nostra storia un po’ western partendo dalle immagini di Gabriele, non sappiamo se questa nostra idea gli piacerà. Certamente gliela segnaleremo! 



Salento Case Vacanza

Salento Case Vacanza



1. Tende al vento

Del Salento dovreste sapere una cosa importante. Che soffia sempre il vento. 
C’è un grande pudore in questa terra, tranne che quando si spadella: tutto il vicinato sa che cosa stia preparando la signora Tetta e cosa servirà a tavola alle 12.30 o alle 13 am. Chi abita a pian terreno, in estate avrà l’uscio di casa aperto e una tenda a fare da scherma oltre alla seggiola a tenere il posto auto (non osate parcheggiare lì davanti!).
In questo Salento dal gusto western soffia il vento caldo del sud, le tende delle case ai piani bassi si gonfiano come vele in navigazione, danzano in modo quasi ammaliante e se ci passate vicino potreste cadere nella loro trappola. Attenzione!

2. Terrazze I tetti, un saliscendi tale che scoraggerebbe anche il più temerario dei ladri. Sulle terrazze si intravedono i panni stesi, intimità celate tra i tetti. 


3. Santità
Le cappelle votive ai lati delle strade di campagne, le statue in bronzo nelle piazze e quelle nelle teche delle chiese. E, poi, ancora le processioni e la devozione di chi porta la statua o un intero baldacchino su di una spalla avanzando con volto serio e sguardo dritto, il passo scandito e in linea con i compagni, intenti a trasportare il santo.
Nelle località di mare c’è sempre una chiesa, se pur piccola, e una festa da onorare con la processione. Tutti sono coinvolti ma soprattutto i pescatori: la statua della santa o santo sarà trasportato a bordo di una barchetta e benedirà il mare. Questo tipo di processioni si tengono in molte località di mare, come Santa Maria di Leuca e Torre San Giovanni.

Ma l’emblema della santità, secondo noi, è in questa foto “Salento Death Valley”: il volto della santa, quel che resta del manifesto pubblicitario di una festa patronale, tutt’intorno la carta arricciata e consumata dal sole.


4. Il nero

Segno di lutto. L’abito nero veste molte donne anziane rimaste sole, senza marito. Portano la mano al cuore e inizia il loro racconto: una vita di stenti, di pane condiviso, di tavole apparecchiate alle 12.30, di figli lontani al Nord, della modernità che, quand’è arrivata, ha tolto qualcosa alla bellezza di un tempo.

5. “Morti di caldo”
Fanno tanto sorridere le istantanee dal mare, hanno un sapore un po’ dark, non è vero?
Dietro lo scoglio si scorgono due piedi, ma è morto? Forse, per il troppo caldo? Ma in realtà sono due gambe stese al sole, i piedi abbandonati ai raggi cocenti... ad un certo punto, il bagnante o dormiente sussulta e si ricorda il motivo che lo ha spinto ad essere lì: facciamo un bel tuffo al mare, con ‘sto caldo ci vuole!

Il progetto “Salento Death Valley” è una provocazione, un dire la verità dietro la bellezza, ma anche la voglia di raccontare un volto meno noto, togliendo il velo o la tenda, un po’ a dispetto.

Buon Salento, speriamo che il vostro sia di pace, relax e rivelazione!

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