10 pillole del Salento



10 punti o “pillole” per raccontare il Salento. Troppo poche? Ce le faremo bastare! La sintesi perfetta la trovate qui, su Costedel Sud.it.



1. Su cosa si regge lo “Stivale”? Su un “Tacco”, certo! La Puglia è un tacco 10, non ha contorni netti ma frastagliati come quelli delle sue coste lambite dai due mari, e il Salento, per la precisione, si trova in fondo al “Tacco”.
Per individuare la zona sulla cartina geografica, abbassate lo sguardo verso il basso, nella direzione del vostro mento, per intenderci. Scorgerete immediatamente una punta, l’estremità del tacco, il nome che vi troverete scritto è questo: Santa Maria di Leuca, il confine estremo del Salento, a sinistra della “punta” leggerete Mar Ionio, a destra, invece, Mar Adriatico. Proprio qui, sulla punta, i due mari s’incontrano.


2. Parchi protetti del Salento. Ecco una lista non integrale ma parziale, una selezione dettata dalla chiave sintetica di questo articolo:
• Parco Naturale delle Cesine (Comune di Vernole)
• Parco Regionale Bosco e Paludi di Rauccio (Comune di Lecce)
• Parco della Montagna Spaccata e Rupi di San Mauro (Galatone e Sannicola)
• Parco Regionale Porto Selvaggio e Palude del Capitano (Nardò)
• Parco del Boschetto di Tricase (Tricase)
• Parco delle Querce di Castro (Castro).

3. Il piatto più strano. Potete gustarle arrosto o “la morte loro” è il soffritto di cipolla: sono le “municeddhe”, volgarmente “lumache” o “cozze di terra” e più precisamente catalogabili come “molluschi”. In Salento se ne mangiano in quantità: stuzzicadenti alla mano, pane da intingere nel sughetto e tovaglioli per asciugare la punta delle dita, lievemente o tanto unte. Per godere al meglio di questo piatto, che di gourmet ha solo un sottile nesso con la cucina francese, andate a Cannole per la Festa della municeddha.

4. Danza delle spade, un combattimento ad armi pari: le mani!
Le ronde dei danzatori di spade o schermatori si formano in modo spontaneo a Torrepaduli (Ruffano) in occasione della Festa di S. Rocco, la notte tra il 15 e il 16 agosto.

5. Cestai, intrecciano il giunco e creano meravigliosi cesti. Ad Acquarica del Capo troverete il Museo del giunco palustre, fate una visita e, poi, da qui muovete verso Presicce, un bellissimo borgo salentino.

6. La cortesia e l’accoglienza. Il sorriso di un ristoratore, la dolcezza di una vecchina… Attenzione a non parcheggiare l’auto davanti all’uscio di casa della signora, quello è il suo punto d’osservazione preferito: seggiola a vedetta della strada e di tutto quel che accade.

7. Olio d’oliva, buono da gustare sul pane, così in tutta la sua semplicità.

8. Fare l’alba , a Otranto, dove sorge prima. Punto d’osservazione eletto? Punta Palascia.

9. Gli apecar. Potete salire a bordo di uno degli apecar fluo di Gallipoli e scorrazzare tra le stradine del centro storico, oppure potete proporre ad un contadino di portarvi con sé in campagna, all’alba.

10. Le sagre, una al giorno come la cura prescritta dal medico prima della vacanza.
Fate incetta di gusto e sapori semplici, ridete ascoltando le espressioni dialettali, in pochi giorni imparerete a decifrare più o meno tutto.
Seguite questa piccola regola: se ad un dato modo di dire espresso in dialetto segue una risata, nulla da temere!

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