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Speculare al
destino dei castelli è la vicenda propria
delle torri costiere e delle numerose
masserie fortificate in Terra d’Otranto, le
prime distribuite in un’ideale catena come
sentinelle lungo il litorale ionico e
adriatico per avvistare le feluche saracene,
le seconde dislocate strategicamente nelle
aree classiche dei comprensori di Lecce,
Nardò, Ugento, protagoniste dal XV al XIX
secolo di una vera e propria epopea (le
lotte dell’uomo contro i Turchi e contro i
briganti di tutte le stagioni, le lotte
della classe padronale terriera contro le
minacce populiste, le lotte del contadino
per la propria sopravvivenza fisica).

Le torri
di avvistamento e di segnalazione, innalzate
nel tardo Cinquecento (più antica, a
Leverano, la torre federiciana del XIII
secolo, mentre a Lecce sono visibili le
torri cilindriche di Belloluogo e del Parco,
rispettivamente del XIV e del XV secolo),
sono, nella loro severa essenzialità, dei
veri e propri gioielli di edilizia militare
che connotano fortemente le coste salentine.
Il turista potrà incontrarle in ogni luogo,
e sarà sempre una gradita sorpresa ammirarle
in controluce, quando il sole muore dentro
il mare, a suggello di una storia che, da
queste parti, è stata storia di vele
corsare, di guerre, di tradimenti e di
sconfitte.

Maestose
quelle che spiccano sulla costa bassa
dell’alto Adriatico, da Torre Specchiolla a
Torre Rinalda, da Torre Chianca ai ruderi di
Torre Veneri, da Torre Specchia Ruggeri
(Vernole) a San Foca e a Torre dell’Orso, da
Torre Santo Stefano alla Torre del Serpe,
entrambe nel territorio di Otranto, da Torre
Sant’Emiliano alla Torre di Minervino (che
domina l’insenatura di Porto Badisco), dalle
torri di Diso, di Andrano, di Tricase, di
Tiggiano e di Alessano alla torre dell’Omo
Morto, che resiste impavida a Leuca, per
passare alle torri ioniche, partendo da
Torre Vado, incombente sul porto, Torre Pali
quasi naufraga in mezzo al mare, Torre Mozza
e San Giovanni (Ugento), Torre Suda
(Racale), la gallipolina Torre Sabea, la
spettacolare Torre delle Quattro Colonne e
la solenne Torre dell’Alto a Nardò,
arroccata su di un incantevole promontorio
dal quale domina lo spettacolo di una costa
che si perde a vista d’occhio, per finire,
ancora in territorio neretino, con Torre
Sant’Isidoro e Torre Squillace, in contatto
visivo, più a nord, con le torri di Porto
Cesareo.
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